Nonostante il titolo di questo post possa a prima vista sembrare ostile, in realtà penso che la campagna di lancio della miniserie “Quo Vadis, Baby?”, prodotta da SKY e Colorado Film sia un ottimo esempio di come si possano utilizzare i social media per diffondere la conoscienza di un evento mediatico.
La miniserie ha un blog ufficiale ma anche una costellazione di presenze in molti dei social network divenuti famosi negli ultimi anni, primo fra tutti dato che si gioca in casa è MySpace. La presenza di Quo Vadis Baby su MySpace non si limita solo alla serie. Esistono un profilo MySpace anche di Giorgia Cantini, uno dei personaggi della serie interpetato da Angela Baraldi è presente con questa pagina. Oltre a quello di Giorgia sono presenti Lucio Spasimo, Johnny Riva e Luca Bruni.
La presenza della serie e dei suoi personaggi si estende anche agli altri social network. Mi limito a segnalare Flickr e Twitter di Quo Vadis Baby? e la pagina Facebook di Giorgia.
Questa è la direzione giusta per cominciare a sperimentare una via nuova di comunicazione con il proprio pubblico che ormai non è più il passivo spettatore degli anni che furono. Ora non si fanno più noiosi e freddi proclami (leggi comunicati stampa) in carta pecorito per un pubblico costituito da zombi. La conversazione e il riconoscimento dei propri errori in pubblico, la verità, la glasnost sono ormai un must per chi, azienda o agenzia pubblicitaria, voglia capire dove sta andando il loro “target”.
Se prima gli spettatori avevano come arma di difesa dalla noia il solo telecomando e rimanevano comunque testimoni passivi, spettatori appunto, ora pretendono giustamente di cambiare il corso della storia o anche della sola puntata.